Lo scisma dei lefebvriani nel duro giudizio di monsignor Gänswein

Lo scisma dei lefebvriani nel duro giudizio di monsignor Gänswein

La recente consumazione dello scisma lefebvriano ha suscitato la ferma reazione di monsignor Georg Gänswein. Lo storico segretario particolare di Papa Ratzinger ha espresso profonda delusione per l’irrigidimento della Fraternità San Pio X. Secondo l’arcivescovo, l’ala più dura e accanita del movimento ha ormai preso il sopravvento, rifiutando definitivamente la riconciliazione.

Gänswein ha ricordato la sofferenza di Benedetto XVI, il quale constatava spesso come proprio attorno all’altare mancassero l’unione e la pace. Il Papa teologo cercò in ogni modo di gettare ponti revocando la scomunica nel 2009. Quella mano tesa da un padre che cercava la concordia non è stata però accettata dai tradizionalisti.

"Gänswein lefebvriani"

La vera tradizione cattolica e l’errore di Écone

Il segretario di Ratzinger ha criticato duramente la visione ideologica dei lefebvriani. Per l’arcivescovo è orribile pensare che la storia della Chiesa sia finita con Pio XII. Bloccare il magistero a quel momento storico significa distorcere il concetto stesso di Tradizione. Questo atteggiamento di disobbedienza al Papa rende i tradizionalisti paradossalmente simili ai protestanti di cinque secoli fa.

Tuttavia, la complessa vicenda dei Gänswein lefebvriani non si esaurisce affatto in una mera questione liturgica. Esistono infatti altre realtà, come la Fraternità San Pietro, che celebrano fedelmente con il rito antico ma restano in totale comunione con Roma. Lo stesso monsignor Lefebvre firmò i documenti del Concilio sulla liturgia nel 1963. Per comprendere meglio questo aspetto, puoi rileggere la nostra analisi su scisma lefebvriano e differenze con la Chiesa.

L’appello a Roma sulla Messa in latino

Secondo Gänswein, proprio per togliere argomenti alla propaganda di Écone, la Santa Sede dovrebbe mostrarsi più generosa e flessibile. L’arcivescovo non ha esitato a definire un errore le restrizioni imposte da Papa Francesco alla Messa in latino. Quella decisione ha danneggiato una pace liturgica che la normativa precedente di Benedetto XVI aveva faticosamente costruito.

Roma dovrebbe quindi ritrovare la via di una paterna flessibilità, correggendo i provvedimenti troppo rigidi. Anche la stragrande maggioranza dei vescovi era favorevole a mantenere le aperture del passato. Per un resoconto completo dell’intervista e per approfondire le parole dell’ex segretario del Papa.

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